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Come stimolare la consapevolezza emotiva nei bambini?

In questo articolo troverai dei consigli utili per allenare la gestione delle emozioni nei bambini, capacità che viene chiamata consapevolezza emotiva.

Nel mio precedente articolo ( https://www.evelynbettini.com/2023/02/20/emozioni-nemiche-o-amiche/ ) vi ho parlato delle emozioni e di come essere possano essere considerate delle amiche o… delle nemiche, se sfuggono al nostro controllo.

Avete mai visto un bambino piccolo cadere?

→ Se avete osservato bene, la prima cosa che farà, prima di piangere, è osservare la reazione dell’adulto vicino a lui. Se mamma o papà si agitano, fanno una faccia preoccupata, il bambino inizierà a piangere e disperarsi. 

→ Se, al contrario, l’adulto si mostra tranquillo, anche il piccolo riuscirà con più facilità a reagire senza panico.

Questo accade perchè da così piccini la consapevolezza emotiva è poco presente: i figli dipendono in tutto e per tutto dai genitori e anche dal punto di vista emotivo, osservano tantissimo quello che accade loro attorno. Apprendono tramite l’imitazione, per questo genitori, nonni, maestri e maestre, hanno un importantissimo ruolo regolativo e imitativo nella gestione delle emozioni.

La consapevolezza emotiva (anche chiamata intelligenza emotiva o autoregolazione emotiva) è intesa come la capacità di individuare, riconoscere e nominare le proprie emozioni. Essa è una competenza e, come tale, può essere allenata, insegnata e promossa nella vita di tutti i giorni. 

Spesso viene paragonata all’imparare a scrivere, per questo viene chiamata anche alfabetizzazione emotiva.

Essa consiste in tre processi:

  1. La conoscenza delle emozioni. Questa capacità permette di essere consapevoli dei propri vissuti emotivi e di saperli osservare. Significa accorgersi quando siamo arrabbiati, quando tristi, quando delusi. 

Come con il riconoscimento dei colori, in cui si inizia a nominare per primi quelli base (rosso, giallo, verde..), allo stesso modo i bambini imparano a riconoscere prima le emozioni fondamentali (felicità, rabbia, paura, tristezza..) per poi individuarne le sfumature e i vissuti più specifici.

  1. Il controllo e la regolazione. Sapere identificare le emozioni non basta per la loro gestione. Lo step successivo è proprio quello di comprendere quali strategie ci sono più utili per governare, posticipare, rielaborare un vissuto emotivo. 
  1. La capacità di comunicare quello che si prova. L’ultima fase nell’acquisizione dell’autoregolazione emotiva consiste nel riuscire a comunicare alle persone attorno a noi come stiamo. 

Poter informare gli altri dei nostri vissuti emotivi permette ai nostri interlocutori di rispettarci e di comprendere i confini da dare alla comunicazione. È una competenza fondamentale per imparare a comunicare e relazionarsi in modo costruttivo.

Come può un adulto facilitare l’acquisizione di questi tre processi?

Ecco per voi qualche consiglio pratico.

  1. Per aiutare i bambini ad aumentare la propria conoscenza delle emozioni, gli adulti per primi devono riuscire a comprendere quando un bambino sta attraversando un momento emotivamente impegnativo.

→ In quella situazione occorre fermarsi per validare e normalizzare il suo vissuto. 

Prendiamo un esempio: siamo al parco con nostro figlio ed è arrivato il momento di andarsene. Il piccolo inizia a piangere e punta i piedi per rimanere. In questi casi spesso si vedono e si sentono i genitori dire: “Dai non piangere ci torniamo domani!”. In questo modo, anche senza volerlo, trasmettiamo un messaggio ai nostri figli, ovvero il fatto che quello che stanno provando non va bene, è esagerato e fuori luogo. Potrebbe invece essere più utile dire: “Mi sono accorta che in questo momento sei triste. Sai è normale provare tristezza quando dobbiamo interrompere un’attività che ci piace”. 

In questo modo diamo la libertà al bambino di provare ed esprimere l’emozione, di avere una parola per nominarla (perché lo abbiamo fatto noi per primi) e, soprattutto, gli offriamo la disponibilità di poterci avere come supporto per gestire la situazione.

  1. Nel campo delle strategie per il controllo e la regolazione delle emozioni si aprono infinite possibilità. Qui la fantasia entra in modo preponderante nella sperimentazione educativa e orienta le strategie soprattutto in base all’età. 

Alcune strategie che si possono usare per manifestare rabbia, sconforto, tristezza, oltre alla vicinanza che possiamo offrire in quanto adulti potrebbero essere:

  1. Dialogo con i peluche, può essere utile sceglierne di diversi in base all’emozione provata,
  2. L’individuazione di una parte della casa sicura e dedicata allo “sfogo”, magari un posto in cui si trova un cuscino morbido per stringerlo o abbracciarlo forte,
  3. Scegliere delle canzoni da cantare,
  4. Trovare e condividere delle regole in famiglia per gestire momenti difficili: se l’età lo permette, ad esempio, può essere utile chiedere al proprio figlio se desidera stare solo o meno, se ha bisogno di qualcosa per gestire in autonomia quel momento. Ci si può dire, ad esempio, che per cinque minuti è possibile che nessuno gli parli, se lo desidera. In questi modi trasmettiamo il messaggio che: non possiamo comandare che l’emozione ci sia o non ci sia, ma possiamo gestire come viverla. 
  1. Per favorire l’ultimo processo, ovvero la comunicazione delle proprie emozioni, occorrerà prima di tutto creare un ambiente in cui parlare di emozioni è possibile. Per farlo, è importante che il bambino osservi gli adulti intorno a sè che dialogano sulle emozioni. 

Potrebbe poi aiutare porre delle domande al bambino per promuovere una riflessione interna e poi dialogata sul suo stato emotivo di quel momento o durante la giornata. “Come sei stato oggi? Cosa hai provato dentro di te quando giocavi all’asilo? Quando hai salutato i tuoi amici cosa hai pensato? …”. 

Infine, se l’età dei vostri figli è superiore agli 8/9 anni l’idea del diario confidente può essere molto utile.

Buon lavoro!

Se dopo la lettura di questo articolo fosse sorto qualche dubbio o la curiosità di approfondire e individuare strategie specifiche alla tua situazione, non esitare a contattarmi.

Dott.ssa Psicologa Evelyn Bettini – Trento

tel. 3496837290

Studio: Via Dietro le Mura B n. 13 – Trento