Psicologa - psicoterapeuta - Trento
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Difficoltà nelle scelte: superare l’indecisione e la paura di decidere

 

Difficoltà a scegliere tra due opzioni e senso di indecisione

Perché oggi è così difficile scegliere?

Scegliere è un atto quotidiano, continuo, inevitabile. Eppure, oggi più che mai, la difficoltà a scegliere sembra accompagnarsi a un senso crescente di indecisione, esitazione e, talvolta, vero e proprio blocco decisionale. Come mai?

Per comprendere meglio questo fenomeno, può essere utile partire dalle fasi che caratterizzano ogni processo del prendere decisioni.

Anche quando non ce ne accorgiamo, scegliere implica: la raccolta di informazioni, la valutazione delle alternative, la decisione, l’azione e infine una valutazione post-scelta.

Nella fase di raccolta delle informazioni, entriamo in contatto con ciò che sappiamo, con ciò che possiamo scoprire e con le diverse possibilità disponibili. Questo può avvenire in modo attivo, cercando dati e confronti, ma anche in modo più implicito, attraverso impressioni, intuizioni o esperienze passate. Segue poi la valutazione delle alternative, in cui mettiamo a confronto le diverse opzioni, pesando aspetti razionali ed emotivi: ciò che appare conveniente, ciò che ci rassicura, ciò che ci attrae o ci spaventa. La decisione rappresenta il momento in cui, più o meno consapevolmente, ci orientiamo verso una direzione. A questa segue l’azione, cioè il passaggio concreto che traduce la scelta in qualcosa di reale. Infine, si apre la fase della valutazione post-scelta, spesso silenziosa ma significativa, in cui osserviamo gli effetti della decisione, riflettiamo su come ci sentiamo rispetto a ciò che abbiamo scelto e iniziamo a costruire un senso intorno a quell’esperienza.

Indecisione e paura di scegliere nella società moderna

Se in passato queste fasi erano spesso più lineari e contenute, oggi tendono a espandersi, sovrapporsi e diventare più faticose. In particolare, la raccolta di informazioni e la valutazione delle alternative sono diventate le più impegnative: viviamo immersi in una sovrabbondanza di possibilità e stimoli che rendono difficile orientarsi e posizionarsi verso una direzione. Questa condizione alimenta spesso la paura di scegliere e la sensazione di non riuscire a prendere decisioni in modo chiaro.
Due importanti sociologi contemporanei ci aiutano a comprendere perché oggi scegliere è diventato più complesso. Zygmunt Bauman ha descritto la nostra epoca come “modernità liquida”: un contesto in cui le strutture sociali, le relazioni e i percorsi di vita non sono più stabili e prevedibili come in passato. Se prima alcune strade erano in parte tracciate, oggi ciascuno è chiamato a costruire il proprio percorso in modo sempre più autonomo. Questa apparente libertà, però, espone a una tensione continua: ogni possibilità aperta ne esclude molte altre. In un mondo di infinite possibilità, ogni scelta è anche una rinuncia.
Ulrich Beck, con il concetto di “società del rischio”, aggiunge un ulteriore livello: oggi non solo dobbiamo prendere decisioni difficili più spesso, ma siamo anche sempre più responsabili delle conseguenze delle nostre scelte. In questo scenario, la difficoltà nelle scelte non deriva solo dalla quantità di alternative, ma anche dal peso che ogni decisione ha sull’idea che abbiamo di noi come persone.

Un esempio concreto

Prova a fermarti un momento e a pensare a una scelta concreta, ad esempio legata al lavoro. Immagina di trovarti davanti a due possibilità: da una parte un impiego stabile, dall’altra un’opportunità più incerta ma più in linea con ciò che senti tuo. Ti ritrovi a raccogliere informazioni, a chiedere pareri, a fare liste di pro e contro. Ma a un certo punto ti accorgi che non stai più solo valutando due opzioni “oggettive”: stai cercando di capire come prendere una decisione importante per la tua vita.
Ti chiedi: che tipo di persona voglio essere? Quanto conta per me la sicurezza? Quanto sono disposto a rischiare? E mentre cerchi di rispondere, potresti sentirti bloccato, come se nessuna scelta fosse davvero “giusta”. Questa esperienza è molto comune quando si vive una forte indecisione o una paura di sbagliare scelta: non stai solo scegliendo un lavoro, stai mettendo in gioco una parte della tua identità.

Scegliere significa definire chi siamo: lo sguardo dell’interazionismo simbolico

L’interazionismo simbolico ci aiuta a comprendere proprio questo passaggio. La nostra identità si costruisce continuamente attraverso i significati che attribuiamo alle nostre azioni. Ogni scelta diventa quindi un atto simbolico: non riguarda solo ciò che facciamo, ma ciò che diciamo di noi attraverso ciò che facciamo.
È per questo che la difficoltà nel prendere decisioni può diventare così carica emotivamente: scegliere significa esporsi, prendere posizione e rinunciare ad altre possibilità.
In questo processo c’è anche una fatica meno visibile.

Quando ti sembra di essere fermo, di non riuscire a decidere, di vivere una fase di indecisione, in realtà sei spesso immerso nelle prime fasi della scelta:
stai raccogliendo informazioni
stai elaborando emozioni
stai immaginando scenari futuri.È un lavoro interno intenso, anche se dall’esterno può apparire come immobilità. La difficoltà sta anche nel riconoscere valore a questo tempo, senza viverlo come un fallimento o come incapacità di prendere decisioni.

Non smettiamo mai di scegliere. Il ciclo della scelta è continuo: ogni decisione apre a nuove valutazioni. Alcune fasi sono più visibili, altre , come l’elaborazione interna, restano silenziose, pur richiedendo molte energie.

Il ruolo del sostegno psicologico nella difficoltà a scegliere

Quando la difficoltà nel prendere decisioni diventa intensa o fonte di sofferenza, può essere utile fermarsi in uno spazio di sostegno psicologico.
Innanzitutto, offre uno spazio per rallentare. In un contesto in cui tutto spinge a decidere rapidamente, la psicoterapia aiuta a comprendere perché non riesci a scegliere e cosa si muove dentro quella difficoltà.
Un secondo aspetto riguarda capire i significati che le varie opzioni di scelta attivano in noi. Spesso la difficoltà nella scelta non è legata solo alle opzioni disponibili, ma a ciò che rappresentano in termini identitari, cosa dicono di noi queste scelte.
C’è poi un lavoro importante sulle voci interne: parti di sé che spingono in direzioni opposte e che alimentano il blocco decisionale.
Infine, la psicoterapia aiuta a tollerare l’incertezza. Scegliere implica sempre un margine di rischio, e imparare a convivere con questo è fondamentale per superare l’indecisione.

In questo senso, il sostegno psicologico non serve a eliminare la difficoltà della scelta, ma a renderla più comprensibile e più vicina a ciò che sei. Perché scegliere non è solo trovare la risposta giusta, ma sviluppare un modo più consapevole e autentico di prendere decisioni.

Se senti che la difficoltà a scegliere ti blocca, puoi prenderti uno spazio per esplorarlo insieme. https://www.evelynbettini.com/contatti/

  • Zygmunt Bauman (2000). Modernità liquida. Roma-Bari: Laterza.
  • Ulrich Beck (2000). La società del rischio. Verso una seconda modernità. Roma: Carocci.
  • Diego Romaioli (2021). Multibeing. Psicologia dell’essere molteplici. Milano: Mondadori.

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